Secondo gli psicologi, le persone cresciute negli anni ’60 e ’70 hanno sviluppato 9 risorse mentali oggi diventate sempre più rare
Gli psicologi concordano: chi è cresciuto fra gli anni ’60 e ’70 custodisce 9 risorse mentali che oggi fatichiamo a ritrovare nei nativi digitali.
Fra il profumo del vinile appena scartato e la campanella di scuola, queste abilità sono lievitate come un impasto lasciato a maturare per ore.
Capire come funzionano vuol dire impastare di nuovo la nostra attenzione, dargli crosta e mollica!
Le 9 risorse mentali nate tra jukebox e gessetti
Nel silenzio incontaminato delle sere senza streaming si allenavano pazienza, concentrazione prolungata e memoria analogica; aspettare che la puntina trovasse il solco giusto era un rito, non una perdita di tempo.
Montare un modellino o riparare un radioregistratore temprava manualità fine, resilienza concreta e una socialità senza filtri: condividere cacciaviti, non like.
I romanzi letti sotto le coperte nutrivano lettura profonda e empatia diretta, mentre la diffusa fiducia nel domani seminava un ultimo ingrediente segreto, l’ottimismo pragmatico.
Perché nel 2025 queste abilità sembrano sbiadite
Smartphone sempre in tasca, notifiche a raffica: il multitasking divora minuti come un forno troppo caldo brucia la pizza, lasciando dentro crudo l’impasto.
I dati ISTAT 2024 sul tempo di lettura mostrano un calo del 18 % rispetto a dieci anni fa; meno pagine, meno allenamento per la corteccia prefrontale, addio lettura profonda.
La socialità mediata da schermi toglie corpo al dialogo: senza tono di voce o profumo di caffè la nostra empatia perde quel retrogusto di nocciola che solo l’incontro dal vivo regala.
Riattivare oggi le risorse della generazione analogica
Psicologi del comportamento suggeriscono “diete di stimoli” di 30 minuti al giorno: niente schermi, solo lavori di mano, per risvegliare la manualità fine e far lievitare di nuovo la pazienza.
Inserire micro‐sfide senza Google, come ricordare un numero di telefono o seguire una ricetta scritta su carta, riaccende la memoria analogica e la concentrazione prolungata.
Infine, i laboratori di lettura a voce alta nelle biblioteche cittadine – Milano ne ha registrati 120 nel 2025 – favoriscono empatia diretta e socialità senza filtri con un costo pari a zero ma un aroma sociale potentissimo.
Esercizi quotidiani ispirati agli anni del vinile
Prima colazione senza schermo, scegliendo un giornale cartaceo: tre pagine lette con lentezza e caffè filtro allenano lettura profonda e smussano l’ansia da notifica.
Nel pomeriggio, un “pit-stop analogico”: rimontare una penna stilografica o piantare erbe aromatiche implica micro-errori, correzioni, quindi resilienza concreta; il cervello ringrazia con un picco di dopamina simile a quello di un like, ma più duraturo.
Alla sera, cena condivisa senza telefoni, magari una pizza impastata a mano: il dialogo circola, sale il ottimismo pragmatico, e i neuroni specchio si accendono come lucine di Natale, ricordandoci che la vera connessione passa ancora per lo sguardo.
A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista
Comments
Leave a comment